MONTEGUARDI – Con le prime luci dell’alba, mentre il resto del borgo si sveglia ignaro, gli operatori della scientifica salgono sul camminamento di ronda e cominciano un lavoro che durerà ore: misurazioni, fotografie, campionamenti, passo dopo passo lungo il tratto di mura sopra il punto esatto in cui è stato ritrovato il corpo di Stefano Rinaldi.
Non è un sopralluogo come tanti altri. Sul parapetto, proprio nel punto in cui il camminamento si fa più buio, gli agenti trovano un pacchetto di sigarette e un mozzicone ormai spento: un dettaglio piccolo, quasi banale, che però si incastra perfettamente con quanto raccontato da chi ha visto la vittima uscire per l’ultima volta la sera del 14 agosto.
Ogni oggetto viene catalogato, ogni centimetro di parapetto controllato con l’ausilio di luci ultraviolette e polveri per il rilevamento di impronte. Il fascicolo che i carabinieri stanno costruendo si allarga di ora in ora, e con esso crescono le domande: quel mozzicone racconta davvero solo una sigaretta fumata in solitudine, o è la prova che qualcun altro fosse lì, quella notte, insieme a Rinaldi?
Secondo quanto trapela da fonti vicine all’indagine, sul mozzicone e sul pacchetto sono in corso analisi genetiche che potrebbero fornire riscontri utili nei prossimi giorni. Gli specialisti stanno inoltre verificando eventuali tracce sul parapetto stesso, per stabilire se vi siano segni compatibili con un contatto recente, oltre a quelli lasciati dalla vittima.
Il lavoro della scientifica, spiegano gli inquirenti, proseguirà ancora per diversi giorni, con l’obiettivo di ricostruire con la massima precisione possibile la sequenza degli eventi avvenuti su quel tratto di mura nella notte tra il 14 e il 15 agosto.
Gli operatori hanno inoltre repertato campioni di terreno e vegetazione sia sul camminamento sia nell’uliveto sottostante, da confrontare con eventuali residui trovati sugli abiti della vittima. Un procedimento standard, spiegano gli inquirenti, ma che in questo caso assume un peso particolare vista l’assenza di testimoni diretti dei fatti avvenuti quella notte.
I risultati delle prime analisi genetiche, riferiscono fonti qualificate, sono attesi entro la fine della settimana e potrebbero fornire elementi decisivi per orientare le indagini nella fase successiva.
Questa è una storia di finzione: scene, indizi e personaggi sono inventati e non si riferiscono a fatti reali. Analizzate i rilievi della scientifica nel caso «Le colpe di agosto», giocabile su MysteryLab.



