L’ultima sera di Francesca in ufficio: un’uscita anticipata e insolita

MILANO – C’è un dettaglio su cui gli inquirenti si sono soffermati fin dai primi accertamenti: l’orario in cui Francesca ha lasciato lo Studio Ferri & Gamburi, ieri, nella giornata in cui è stata vista per l’ultima volta. Un orario che, secondo quanto ricostruito, non corrisponde alle sue abitudini più recenti.

Chi lavorava con lei la descrive come una persona abituata a restare oltre l’orario per chiudere le pratiche in sospeso: non era raro vederla ancora alla scrivania quando i colleghi più senior avevano già lasciato l’ufficio, secondo quanto riferito agli inquirenti da diversi dipendenti dello studio sentiti nelle ultime ore.

Ieri, però, qualcosa è cambiato: Francesca è uscita puntuale alle 18:45, timbrando il badge senza attardarsi come faceva di consueto. Alle 19:02 ha inviato un messaggio dalla zona di Porta Genova — l’ultimo dato certo sulla sua posizione, prima che il telefono smettesse definitivamente di rispondere a chiamate e messaggi.

«Non era da lei andarsene così, senza dire nulla a nessuno», ha riferito agli inquirenti una fonte vicina all’ambiente di lavoro della vittima, secondo quanto emerge dagli atti. Una circostanza che gli investigatori considerano centrale per ricostruire cosa possa aver spinto Francesca a interrompere in modo così netto la propria routine lavorativa proprio in quella giornata.

Restano da chiarire due punti: cosa abbia motivato l’uscita anticipata, e chi, tra colleghi e conoscenti, fosse a conoscenza dei suoi spostamenti serali prima che si perdessero le sue tracce.

Questa è una storia di finzione: nessun fatto reale è coinvolto. Seguite la ricostruzione delle ultime ore di Francesca nel caso «La verità sotto la pioggia», giocabile su MysteryLab.

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