MILANO – Si chiama Marco Rinaldi ed è tra le persone sentite dagli inquirenti nell’ambito delle indagini sulla morte di Francesca. Si occupa di manutenzioni e controllo degli accessi per lo Studio Ferri & Gamburi, in qualità di fornitore esterno legato allo studio da un contratto pluriennale — un ruolo che gli garantisce accesso quasi illimitato agli spazi, anche fuori dagli orari d’ufficio.
Un elemento emerso solo nelle ultime ore ha cambiato sensibilmente la prospettiva degli inquirenti sul suo ruolo nella vicenda: con Francesca, Marco Rinaldi ha avuto una relazione sentimentale, chiusa da lei stessa alcuni mesi fa. Un legame che, secondo quanto trapela dagli atti, non era noto alla maggior parte dei colleghi dello studio.
Ieri sera, sentito dagli inquirenti, Marco Rinaldi ha dichiarato di essere stato impegnato in un intervento di manutenzione programmato in un altro stabile della città, lontano dalla zona dei Navigli. Il suo alibi, tuttavia, si regge al momento su una sola telefonata di conferma da parte di un collega — un riscontro che gli investigatori considerano ancora troppo debole per essere considerato risolutivo.
«Un alibi va sempre verificato con riscontri oggettivi, non solo con dichiarazioni», ha spiegato una fonte vicina al fascicolo, precisando che sono in corso controlli sui tabulati telefonici e sulla documentazione dell’intervento di manutenzione dichiarato dall’uomo.
Colleghi e conoscenti descrivono Marco Rinaldi come un uomo riservato, poco avvezzo a parlare della propria vita privata sul lavoro, tanto che la relazione con la stagista sarebbe rimasta pressoché sconosciuta all’interno dello studio fino a queste ultime ore di indagine.
Resta inoltre da chiarire se la fine della relazione con Francesca, avvenuta mesi fa, abbia lasciato tensioni non ancora del tutto sopite tra i due.
Marco Rinaldi è un personaggio interamente inventato: nessun legame con persone reali. Approfondite il suo alibi nel caso «La verità sotto la pioggia», su MysteryLab.



