MILANO – Torna «Il processo mediatico» con una seconda puntata dedicata al caso «La verità sotto la pioggia»: protagonisti, ancora una volta, il criminologo Aldo Ferrante e la collega Marta Sereni, le due voci ricorrenti di MysteryLab che dall’inizio della vicenda si confrontano su ogni nuovo elemento reso pubblico dagli inquirenti.
Questa volta al centro della discussione c’è il badge aziendale ritrovato sulla scena, a pochi metri dal corpo di Francesca. Per Ferrante è la conferma della sua lettura iniziale sul caso: «Il badge conferma quello che dicevo: chi è entrato quella sera conosceva bene gli spazi dello studio», ha dichiarato durante il confronto, insistendo sulla conoscenza dei luoghi come elemento chiave dell’indagine.
Sereni invita subito a non trarre conclusioni affrettate dal ritrovamento. «Conoscere gli spazi dove lavori ogni giorno non fa di te un sospettato, Aldo — ha ribattuto —. Fa di te qualcuno che ci lavora, appunto». Una precisazione che, secondo la criminologa, ricorda quante persone, per pure ragioni professionali, conoscono bene la disposizione di un ufficio senza per questo avere alcun ruolo nei fatti, e che ridurre il campo dei sospetti alla sola conoscenza dei luoghi rischia di essere fuorviante.
Ferrante ha poi aggiunto un elemento a sostegno della propria linea, sempre restando sul piano del metodo: «Non dico che conoscere gli spazi renda colpevoli. Dico che restringe il campo di chi, quella sera, poteva muoversi con sicurezza in un punto isolato e poco illuminato come quello del ritrovamento». Una distinzione che il criminologo tiene a ribadire ogni volta che viene accusato di eccessivo giustizialismo.
Il confronto si è chiuso, come da tradizione della rubrica, senza un vincitore dichiarato: Ferrante ha ribadito la centralità del dato tecnico, Sereni quella della cautela interpretativa. Un equilibrio che, secondo la redazione, rispecchia proprio lo stato attuale delle indagini narrate nel caso, ancora priva di elementi risolutivi.
Aldo Ferrante e Marta Sereni sono personaggi interamente di fantasia: nessuna delle loro affermazioni corrisponde a rilievi tecnici reali. Il confronto prosegue puntata dopo puntata su mysterylab.it.



