Il camminamento di ronda di Monteguardi, teatro dell’ultima notte di Stefano Rinaldi

MONTEGUARDI – Chi conosce il borgo lo chiama semplicemente «il camminamento»: è il tratto di ronda che corre lungo le antiche mura di Monteguardi, aperto ai turisti che vogliono godersi il panorama sulla vallata circostante. Ma è anche, per chi vive qui, un luogo di passaggio quotidiano — e proprio sopra questo camminamento, nella notte tra il 14 e il 15 agosto, si è consumato l’ultimo tratto della vicenda che sta scuotendo il paese.

Il percorso, lungo circa duecento metri, è illuminato solo nel primo tratto, quello che parte da Porta Nord: superata quella soglia di luce, restano solo le stelle e il profilo scuro delle mura a segnare il cammino. Il parapetto che separa il camminamento dall’uliveto sottostante non supera il metro di altezza — abbastanza per dare un senso di sicurezza a chi passeggia, forse non abbastanza, notano gli inquirenti, per chi si sporge oltre misura o per chi viene spinto.

Gli abitanti di Monteguardi raccontano che quel tratto buio è diventato, nelle sere d’estate, una sorta di rifugio informale: qualcuno ci va per fumare lontano dagli occhi degli altri ospiti delle strutture ricettive, qualcun altro per parlare al telefono senza essere ascoltato. Un luogo di solitudini cercate, che quella notte ha smesso di essere innocuo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’accesso al camminamento nelle ore notturne non è soggetto ad alcun controllo: chiunque, dal centro del paese o da un varco laterale che collega la zona al maneggio vicino, può raggiungerlo senza essere notato. Un dettaglio che complica sensibilmente il lavoro di chi sta cercando di ricostruire chi, quella notte, si trovasse effettivamente lì.

Sul tratto interessato dal fatto sono in corso, da giorni, rilievi della scientifica che si concentrano proprio sul parapetto e sulla pavimentazione circostante, alla ricerca di ogni possibile traccia utile a chiarire la dinamica della caduta.

Gli investigatori hanno inoltre disposto la misurazione precisa del dislivello tra il camminamento e il punto esatto del ritrovamento nell’uliveto sottostante, un dato che verrà incrociato con il referto autoptico per stabilire la compatibilità della traiettoria di caduta. Nel frattempo, il tratto di mura interessato resta interdetto ai turisti, con un cartello che ne segnala la temporanea chiusura per «lavori di manutenzione» — una formula scelta dal Comune per non allarmare i visitatori in una fase ancora delicata delle indagini.

Anche l’illuminazione pubblica del tratto è finita sotto la lente degli inquirenti: il Comune, interpellato, ha confermato che un guasto ai fari del secondo tratto era stato segnalato già a inizio agosto, senza che fosse ancora stato riparato al momento dei fatti.

Questa è una storia di finzione, ambientata in un borgo immaginario: nessun riferimento a persone o luoghi reali. Il camminamento di ronda è solo uno degli scenari da esplorare in «Le colpe di agosto», il caso interattivo disponibile su MysteryLab: cercate gli indizi, non fermatevi alle apparenze.

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