MILANO – Una donna è stata trovata senza vita ieri sera, alle 23:47, in un sottopasso lungo l’argine dei Navigli, in una zona periferica e scarsamente frequentata della città. A lanciare l’allarme è stato un passante che percorreva la pista ciclabile a quell’ora insolita: l’uomo si è insospettito alla vista di un ombrello abbandonato a terra, non lontano dal corpo riverso sull’asfalto bagnato dalla pioggia.
Sul posto sono intervenute pattuglie della polizia e, poco dopo, la squadra della scientifica, che ha transennato l’area e avviato i primi rilievi sotto la pioggia battente che da giorni interessa il capoluogo lombardo. Le operazioni si sono protratte a lungo nella notte, complicate dalle condizioni meteo avverse e dalla scarsa illuminazione del tratto, isolato dai principali flussi cittadini.
Le prime ipotesi al vaglio degli inquirenti si concentrano su una rapina finita in tragedia, scenario compatibile con la zona isolata e l’orario notturno. Secondo quanto trapela da fonti vicine alle indagini, tuttavia, alcuni elementi rilevati sulla scena — a partire dalla posizione del corpo — non convincerebbero del tutto chi ha condotto i rilievi tecnici, lasciando aperte piste alternative che al momento non vengono escluse.
«Ci sono dettagli sulla scena che vanno ancora spiegati», ha dichiarato una fonte investigativa che ha partecipato ai rilievi, senza voler entrare nel merito degli elementi raccolti. Un riserbo che, secondo chi segue il caso, riflette la delicatezza della fase iniziale delle indagini.
Al momento del ritrovamento la vittima non aveva con sé documenti d’identità, circostanza che ha reso necessarie diverse ore di verifiche incrociate tra i database delle forze dell’ordine. L’identificazione è arrivata solo nelle prime ore di stamattina, aprendo un fascicolo che, secondo quanto si apprende, si preannuncia più articolato di un ordinario fatto di cronaca notturna.
Gli investigatori hanno avviato l’esame sistematico della zona, la raccolta di eventuali testimonianze tra i residenti della zona e la verifica delle immagini delle telecamere di sicurezza più vicine al sottopasso. Nelle prossime ore è atteso il conferimento dell’incarico per gli accertamenti medico-legali, passaggio che potrebbe fornire i primi elementi utili a chiarire la dinamica dei fatti.
Questa è una storia di pura finzione: nomi, luoghi e fatti narrati sono interamente inventati e non si riferiscono a persone o eventi realmente accaduti. È il caso «La verità sotto la pioggia», tra i più brevi del catalogo MysteryLab, ma non per questo il più semplice da risolvere: seguite gli aggiornamenti e mettetevi alla prova su mysterylab.it.



