VILLA BRUGHIERA – Si è conclusa nel peggiore dei modi la ricerca della diciannovenne scomparsa lo scorso 14 dicembre: a circa tre settimane di distanza, il corpo di Giorgia Valli è stato ritrovato senza vita in una radura appartata della stessa area boschiva in cui la ragazza era sparita, non lontano dal sentiero che percorreva abitualmente e nei pressi di un vecchio rifugio abbandonato.
Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito delle ricerche, ormai estese da giorni a un raggio più ampio del parco rispetto al perimetro battuto nelle prime ore. A dare l’allarme, secondo quanto ricostruito, è stata una delle squadre impegnate nei rilievi nella zona più impervia del bosco.
La scoperta cambia radicalmente il perimetro dell’indagine, che da ora dovrà ricostruire non più i movimenti di una sola sera, ma un’intera finestra temporale di circa tre settimane. Secondo le prime ipotesi degli inquirenti, qualcuno potrebbe aver mantenuto la ragazza, o il suo corpo, nella zona per tutto questo periodo, senza che le ricerche riuscissero a intercettarlo.
Il vecchio rifugio abbandonato, isolato e raramente frequentato durante l’inverno, diventa da subito il centro dei nuovi rilievi della polizia scientifica: un luogo che pochi, tra gli abitanti di Villa Brughiera, conoscono con precisione, e che ora sarà sottoposto a un’analisi approfondita.
«Sull’area è stato disposto il sequestro immediato», riferiscono fonti vicine alle indagini, che al momento non forniscono ulteriori dettagli sulle cause del decesso, in attesa degli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura. L’autopsia è stata fissata nei prossimi giorni.
La notizia ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Villa Brughiera, che per settimane aveva seguito con apprensione l’evolversi delle ricerche, sperando in un epilogo diverso.
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