MONTEGUARDI – Gestisce il maneggio La Cerreta dall’età di vent’anni, tra cavalli, lezioni per turisti e passeggiate al tramonto: si chiama Duccio Bartalini, ha 55 anni, ed è tra le persone sentite dagli inquirenti dopo il ritrovamento del corpo di Stefano Rinaldi. Un’attività di famiglia che, secondo quanto emerso nei primi accertamenti, negli ultimi mesi avrebbe cominciato a scricchiolare.
Sul maneggio pende infatti un procedimento amministrativo relativo all’agibilità delle scuderie, aperto dopo un controllo che Bartalini avrebbe definito, davanti agli inquirenti, «ingiusto e persecutorio». A peggiorare la situazione economica sarebbe arrivata, secondo quanto ricostruito, una recensione online negativa che, sempre secondo l’uomo, gli avrebbe fatto perdere prenotazioni per almeno due settimane in piena stagione — un danno non da poco per chi vive di turismo estivo.
Interrogato dai carabinieri, Bartalini non avrebbe nascosto la propria insofferenza verso la vittima, senza tuttavia modulare i toni né assumere atteggiamenti difensivi. Un comportamento che, secondo fonti vicine all’indagine, lo avrebbe messo per primo sotto i riflettori — pur senza che, al momento, sia emersa alcuna prova concreta a suo carico.
Il maneggio si trova a pochi minuti a piedi dal Podere Le Fonti, un dettaglio logistico che gli inquirenti stanno valutando insieme alla planimetria dell’intera zona, compreso un varco di servizio più volte citato nel corso degli accertamenti degli ultimi giorni. Bartalini avrebbe confermato di conoscere bene quel tratto di campagna, per motivi legati alla propria attività professionale.
Chi lo conosce lo descrive come «un uomo diretto, non un bugiardo»: un giudizio che, in questa fase dell’indagine, potrebbe giocare a suo favore quanto, agli occhi di alcuni, ritorcersi contro di lui. L’uomo, assistito da un legale, ha ribadito la propria estraneità ai fatti e la disponibilità a ulteriori accertamenti.
Il varco di servizio del maneggio, secondo quanto risulta agli atti, collega la struttura a un sentiero secondario che sbuca a breve distanza dal camminamento di ronda delle mura: un dettaglio topografico che gli inquirenti stanno approfondendo con particolare attenzione, senza al momento trarne conclusioni definitive.
Bartalini ha inoltre fornito agli inquirenti un resoconto dettagliato dei propri spostamenti nella serata del 14 agosto, che gli investigatori stanno riscontrando con le dichiarazioni di alcuni clienti presenti al maneggio in quelle ore.
Duccio Bartalini e il maneggio La Cerreta sono invenzioni narrative, senza alcun legame con persone o attività reali. Scoprite cosa lo lega davvero al caso, giocando a «Le colpe di agosto» su MysteryLab.



