MONTEGUARDI – Sorge alle porte del borgo, dove la strada bianca lascia il posto ai filari di vite, il Podere Le Fonti: un casale di pietra ristrutturato con cura, trasformato in agriturismo circa vent’anni fa. È qui che la famiglia di Stefano Rinaldi aveva scelto di trascorrere le proprie vacanze, dal 9 agosto, insieme alla coppia di amici che li accompagnava — ed è da qui che l’uomo è uscito per l’ultima volta, la sera del 14 agosto.
Chi conosce la struttura la descrive come un luogo «fuori dal tempo»: il titolare accoglie personalmente ogni ospite al cancello, ricorda i nomi dei bambini dopo un solo incontro, offre il caffè la mattina come se si trattasse di parenti in visita. «Pietra su pietra», ripete spesso, raccontando i lavori di ristrutturazione durati anni prima di aprire l’attività al pubblico.
Un’ospitalità che, nei giorni successivi al ritrovamento del corpo, è stata messa a dura prova: il podere è diventato improvvisamente al centro di un caso che, secondo quanto raccontano i residenti, nessuno lì avrebbe mai immaginato di vivere. Le stanze che fino a poche ore prima ospitavano una vacanza in famiglia sono oggi uno degli scenari passati al setaccio dagli inquirenti, che hanno acquisito il registro degli ospiti e le eventuali immagini delle telecamere private della struttura.
I carabinieri hanno già sentito a verbale il personale del podere e alcuni ospiti presenti nei giorni del fatto, nel tentativo di ricostruire con precisione i movimenti della sera del 14 agosto. Secondo quanto trapela, l’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare sugli orari di uscita e rientro degli ospiti, oltre che su un varco di servizio della struttura di cui si sta verificando l’utilizzo in quelle ore.
Il titolare, raggiunto dai cronisti, si è detto «sconvolto» per quanto accaduto, ribadendo la piena disponibilità a collaborare con le forze dell’ordine. La struttura resta regolarmente aperta, mentre proseguono i rilievi nelle aree esterne di pertinenza dell’agriturismo.
Il Podere Le Fonti conta appena cinque camere, tutte occupate nella settimana del 15 agosto: oltre alla famiglia Rinaldi e alla coppia di amici, altri due nuclei di ospiti erano presenti nella struttura la notte del fatto. Anche loro, secondo quanto risulta, sono stati ascoltati dai carabinieri come persone informate sui fatti, in un quadro che gli inquirenti definiscono ancora «in via di definizione».
Questa è una storia di finzione: il Podere Le Fonti e il suo titolare sono personaggi immaginari. Esplorate ogni angolo di questo scenario nel caso «Le colpe di agosto», disponibile su MysteryLab.



