VILLA BRUGHIERA – Sono le 18:55, appena venticinque minuti dopo l’uscita di Giorgia Valli dalla libreria dove lavora, quando un residente a passeggio con il proprio cane nota, a bordo del sentiero, un auricolare wireless bianco. È ancora acceso, con la batteria quasi carica: un dettaglio che secondo gli inquirenti esclude un abbandono volontario prolungato nel tempo.
Avvertita dai soccorritori, la madre della ragazza riconosce immediatamente l’oggetto: è quello che Giorgia utilizza ogni giorno per ascoltare podcast durante il tragitto verso casa. Un elemento che, secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, colloca con buona approssimazione l’orario e il punto in cui la giovane si trovava poco dopo essersi allontanata dal centro del paese.
Il punto del ritrovamento si trova a circa metà del percorso abituale, in un tratto in cui il sentiero si stringe tra gli alberi e la visibilità laterale si riduce sensibilmente. Una porzione di bosco che, secondo chi conosce la zona, resta in ombra per gran parte della giornata anche nelle ore diurne, e che d’inverno risulta pressoché disabitata dopo il tramonto.
Sul posto non risultano segni evidenti di colluttazione sulla neve fresca caduta nella notte. Il rilievo, tuttavia, è stato reso complesso dalla sovrapposizione di più orme: gli stessi soccorritori, intervenuti nelle prime ore delle ricerche, potrebbero aver inconsapevolmente alterato parte della scena prima dell’arrivo della polizia scientifica.
Gli inquirenti hanno comunque disposto il sequestro dell’area per un raggio di alcune decine di metri attorno al punto di ritrovamento, e l’auricolare è stato inviato in laboratorio per l’analisi di eventuali tracce biologiche residue. Parallelamente sono stati acquisiti i tabulati telefonici della ragazza relativi alle ore precedenti alla scomparsa.
«Ogni singolo elemento raccolto sulla scena viene sottoposto ad analisi comparativa», riferiscono fonti vicine alle indagini, che non escludono nuovi sopralluoghi nella zona con il supporto di tecnologie di rilevamento più sofisticate.
Questa è una storia di finzione: nessun fatto reale è coinvolto. Ricostruisci l’ultimo tratto percorso da Giorgia nel caso «La neve non mente», giocabile su MysteryLab.



