Monteguardi, la festa della Pro Loco continua a due passi dal luogo del ritrovamento

MONTEGUARDI – A pochi passi in linea d’aria dall’uliveto dove è stato ritrovato il corpo di Stefano Rinaldi, Piazza del Pozzo si prepara comunque alla cena della Pro Loco di fine agosto: tavoli allineati, luci sospese tra i palazzi, il profumo del sugo che comincia a diffondersi dalle cucine improvvisate allestite per l’occasione.

È lo spaccato più straniante di questi giorni a Monteguardi: da una parte i carabinieri che proseguono i rilievi e raccolgono testimonianze, dall’altra un borgo che, semplicemente, non può permettersi di fermarsi. La cena, spiegano gli organizzatori, è programmata da mesi: i fornitori sono già stati pagati, gli anziani del paese la attendono come ogni anno, e annullarla a poche ore dall’evento avrebbe comportato perdite economiche difficili da giustificare.

Per ora, la vita del borgo e l’indagine corrono su due binari paralleli che si sfiorano senza incontrarsi apertamente. Ma tra i tavoli della cena, inevitabilmente, si parla d’altro: di chi era in vacanza al Podere Le Fonti, di chi frequentava il maneggio, di chi, la sera del 14 agosto, non si è fatto vedere in piazza come al solito.

Gli organizzatori della Pro Loco, contattati dai cronisti, hanno confermato che la manifestazione si svolgerà regolarmente, «nel rispetto e nel silenzio dovuti a quanto accaduto», con un breve momento di raccoglimento previsto a inizio serata. Diversi residenti, sentiti tra un tavolo e l’altro, riferiscono un misto di sconcerto e curiosità, in un paese dove tutti, più o meno direttamente, conoscono qualcuno coinvolto nella vicenda.

Qualcuno abbassa la voce quando passa un carabiniere fuori servizio; qualcun altro, invece, non perde occasione per farsi sentire, alimentando indiscrezioni e ipotesi che, secondo gli inquirenti, rischiano più di confondere che di aiutare le indagini in corso.

Il parroco del paese, interpellato dai cronisti, ha annunciato che nei prossimi giorni verrà celebrata una messa in suffragio della vittima, aperta a tutta la comunità. «Monteguardi è un paese piccolo, ci conosciamo tutti», ha detto, «ed è normale che una vicenda del genere lasci il segno, qualunque sia la verità che emergerà». Nel frattempo, la Pro Loco ha comunicato che parte dell’incasso della cena sarà devoluta a un’iniziativa benefica locale.

Anche il sindaco, presente alla cena, ha evitato di rilasciare dichiarazioni ufficiali, limitandosi a un cenno di rispetto verso la famiglia della vittima.

Piazza del Pozzo e la vicenda qui raccontata sono interamente di finzione. Ascoltate le voci del borgo e cercate gli indizi nascosti nella normalità, giocando a «Le colpe di agosto» su MysteryLab.

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